Questi mesi di didattica a distanza hanno permesso al mondo della scuola di scoprire un nuovo modo di “fare comunità” e hanno, nel bene o nel male, incentivato la didattica a trovare nuove strategie per la trasmissione dei saperi, affinchè la formazione degli alunni non subisse una battuta d‘arresto e perchè la difficoltà si trasformasse in risorsa e rinnovamento.
Tra le tante iniziative svolte da remoto, merita certamente un plauso il progetto dal titolo #miaggiornovivendo, ideato dal professor Gennarino Abate, docente di sala presso l‘Istituto Alberghiero di Riolo Terme, che ha saputo dare vita ad un vero e proprio tour virtuale, ma al contempo assolutamente interattivo.
Fondamentale per la realizzazione del progetto è stata la disponibilità e la collaborazione delle aziende, alle quali si deve il grande merito di aver offerto ai ragazzi dell‘Istituto Alberghiero di Riolo, un‘importante occasione di apprendimento, che ha permesso loro di proseguire il cammino verso l‘acquisizione della professionalità nell‘ambito della ristorazione e del turismo.
In periodo di lockdown e isolamento sociale, il progetto #miaggiornovivendo ha costituito per i ragazzi non solo un‘importante occasione didattica, ma si è trasformato anche in un momento di “libertà”, poiché ha permesso ai ragazzi di condividere momenti di incontro e confronto, mettendosi in contatto con persone, territori, paesaggi ed atmosfere.
L‘avventuroso viaggio di #miaggiornovivendo ha avuto inizio lunedì 4 maggio, con il sommelier pluripremiato Davide Staffa, che ha accompagnato docenti e alunni alla scoperta della distillazione del Rum, “navigando” attraverso le acque dei Caraibi, alla scoperta degli antichi segreti della distillazione; per apprezzare i mille colori e le mille sfumature della canna da zucchero, conoscere le differenti tecniche di distillazione, e assaporare, se pur virtualmente, i rum agricoli, prodotti da succo fresco di canna nelle ex colonie francesi di Martinica, Guadalupa, Haity, Madeira, per poi spostarsi in Guatemala, in Perù e a Santo Domingo, alla scoperta dei morbidi rum industriali, che costituiscono l‘ingrediente essenziale di Mojito e Pina colada; e ancora, navigando in rotta verso Trinidad, Antigua, Barbados e Maurizius, ci si è avventurati alla scoperta dello speziato rum di melassa, lavorato in alambicchi da whisky.
Sorseggiando un ultimo Daiquirie, con la suggestione del ricordo di Ernes Hemingway, Davide ha salutato tutti con la promessa di compiere a breve un nuovo viaggio isieme.
Martedì 5 maggio il cammino è ripreso alla volta del Piemonte, sotto la guida esperta di Alberto Fenocchio, responsabile commerciale dell‘azienda Abbona Marziano, sita a, Dogliani, una cittadina della langa cuneese, dove i vigneti si adagiano su un suolo sedimentario e marino, che imprime una forte caratterizzazione alle uve. L‘azienda sorge all‘interno di una piccola conca di
colline, tra i filari di Barolo; un vitigno che ancora oggi narra la storia di papà Celso e della sua passione per la vinificazione, come ricorda l‘omonimo fiore all‘occhiello della produzione.
L‘imprinting familiare è certamente il marchio caratterizzante di questa azienda, che fa della tradizione il proprio carattere distintivo, così come inconfondibile è la tipicità di un vino color rubino, ricco di profumi, capace di lasciare un ricordo indelebile, carico di sensazioni.
Mercoledì 6 maggio i “turisti” di #miaggiornovivendo si spostano in Sicilia, alla scoperta dell‘azienda Tasca D’Almerita; dove gli amici Jacopo Fazio e Corrado Maurugi, apro le porte della tenuta per mostrare il caldo panorama dei vigneti adagiati sulle pendici dell‘Etna. Il suolo vulcanico, spiega Corrado, imprime diversi sapori alle uve, che lasciano in eredità ai vini note differenti a seconda dell‘appezzamento. Attraversando a cavallo la tenuta, si comprende l‘importanza del “turismo esperienziale”, fatto di storia, di tradizioni e di fascino. I racconti sui monsù, o monzù, i cuochi francesi che cucinavano per gli aristocratici siciliani, riportano ad altre
atmosfere, mentre con un calice della Tenuta Tascante in mano e un ultimo sguardo al mare,presso Capofaro, giunge il momento di salutare anche la Sicilia per partire alla volta della Campania.
Venerdì 8 maggio il tour giunge a Villa Matilde, presso Cellole, in provincia di Caserta; qui Maria Ida Avallone conduce i suoi ospiti alla scoperta di un territorio carico di storia. La produzione di questa casa vinicola poggia le proprie radici sull‘antichissima produzione romana di Falerno. Paolo Avallone, padre di Maria Ida, da sempre cultore di vini antichi, incuriosito dai racconti di Plinio e
dai versi di Virgilio, Marziale ed Orazio sul vinum Falernum, è riuscito, dopo anni di studio, a riportare in vita il leggendario vino, scomparso al principio del secolo scorso. Come dalle pendici dell‘Etna si è passati a quelle del Vesuvio, così si passa dal vino greco a quello romano, invecchiato fino a 100 anni e bevuto addolcito con miele, frutta e spezie, e allungato con acqua di mare. Un
viaggio all‘indietro nel tempo che arricchisce non solo in professionalità ma stimola il desiderio di scoperta.
Martedì 19 maggio, lasciata la Campania, il Friuli diventa la nuova meta, questa volta alla scoperta non del vino ma della grappa, presso la nota distilleria Nonino. È una giornata molto piovosa quella dedicata all‘incontro con Cristina; è interessante notare che anche lei parli di tradizione familiare, oramai grande filo conduttore del tour dedicato al calice. La grappa, dice Cristina, è stata per lungo tempo un distillato relegato alla produzione domestica, successivamente introdotto sul mercato come prodotto di bassa qualità. I Nonino ne intuirono invece le potenzialità, ideando il marchio “monovitigno” e innalzando la grappa a distillato di pregio. Le trasparenze che si
mescolano al fumo del sigaro, creano una piacevole atmosfera, in grado di affascinare e sedurre un pubblico adulto, ma il Botanical Drink, in una confezione stile Art Deco, attrae ed affascina i giovani. Non a caso Nonino è sponsor e protagonista in importanti competizioni come il Cocktail Mixology YCM.
Come accade per il vino, anche nelle grappe ad ogni uva corrisponde una peculiarità; ve ne sono di fresche, floreali, balsamiche, estive, ma anche di corpose, invernali, invecchiate: una vera e propria Madeleine de Proust, dice Cristina, in grado di lascere un ricordo e un‘emozione.
Ricordi ed emozioni si rendono assoluti protagonisti anche dell‘ultima tappa di #miaggiornovivendo: martedì 26 maggio l‘Alberghiero di Riolo termina il proprio viaggio in Franciacorta, Lombardia, in un territorio il cui nome, curtes franche, ricorda le terre affrancate dal pagamento delle tasse grazie alla bonifica dei monaci di un territorio pianeggiante,umido e paludoso, passato con il tempo dalle colture cerealicole alla viticoltura. È qui che il nome di Berlucchi diventa simbolo della festa, dei sorrisi, dei pranzi in famiglia e delle cene con gli amici ed è qui che viene introdotto in Italia il metodo francese tipico dello Champagne.
Questa volta tocca ad Arianna Biagini, responsabile della comunicazione aziendale, giovanissima e preparatissima, laureata in enologia e viticoltura, economia e politica argo-alimentare, sommelier professionista e relatrice AIS, illustrare il percorso che si snoda tra uve chardonnay, pinot nero, pinot bianco e erbamat, una varietà autoctona antica, reintrodotta in via sperimentale.
Un suolo di origine glaciale; tipologicamente molto vario, la vendemmia condotta a mano e i bassi filari, garantiscono, insieme alla selezione dei lieviti, una produzione dalle caratteristiche peculiari, che la rende adatta tanto ad un aperitivo quanto ad un risotto.
E‘ importante infatti non dimenticare che calice e piatto sono compagni di viaggio, indispensabili l‘uno all‘altro, così come è fondamentale ricordare che bere e mangiare sono entrambi sinonimi di storia, cultura e territorio. Questo è l‘insegnamento principale che #miaggiornovivendo ha lasciato indelebilmente in quanti, quasi un centinaio in alcuni incontri, hanno seguito questa iniziativa.

 

Ufficio stampa, prof.ssa Giovanna Ziliani.

 

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