Come ogni anno, all'ingresso della scuola, ritrova il suo posto il grande abete ecologico, addobbato dai ragazzi e dal personale ATA; l'albero porta sempre con sé un segno di festa, che decora con allegria le ultime settimane prima della pausa natalizia. Quest'anno qualcuno, con grande generosità, ha posizionato anche le luci, che aggiungono un tocco di calore agli spazi semivuoti. 

In tempi “normali” Riolo è caratterizzata dall'andirivieni degli autobus, dal vociare dei nostri ragazzi e, nelle settimane che precedono le feste, non è infrequente vedere qualche alunno aggirarsi per la scuola vestito da Babbo Natale, come lo scorso anno, quando Michelle, una ragazza di quinta, si è presentata con tanto di sacco pieno di caramelle da distribuire ai ragazzi più piccoli. Attorno al nostro albero si creava sempre una grande allegria. 

Quest'anno manca la calca sonnolenta del primo mattino, mancano i caffè rovesciati alla ricreazione da qualche alunno distratto, mancano gli ingressi in ritardo e gli spostamenti frenetici da un corridoio all'altro; e anche le belle luci sistemate da Tiziana, amata collaboratrice scolastica, accendono a intermittenza, con i loro bagliori colorati, gli occhi di quei pochi che frequentano in presenza o passano da scuola per svolgere la didattica a distanza da un computer, in un'aula vuota.

Certo, nei laboratori si respira un altro clima, perché lì la fiamma dei fornelli non si è mai spenta, i bicchieri hanno continuato a tintinnare e i computer sono rimasti sempre accesi, ma per chi era abituato alla realtà vivacemente caotica della sede centrale, pesa l'eco degli spazi vuoti e la freddezza di una lezione svolta da dietro il monitor.

Mancano gli abbracci, mancano le verifiche di carta, i libri lasciati sotto i banchi, le urla di qualche collaboratore scolastico, che dal corridoio invita i ragazzi ad affrettarsi dopo il suono della campanella. Eppure, proprio in quest'anno così disgraziato, sotto il nostro albero solitario, è comparso qualcosa di speciale: come in una classica fiaba natalizia, un insperato Santa Claus ha voluto lasciare un segno del proprio affetto e della propria attenzione nei confronti di chi, con tanta difficoltà, sta cercando di dare forma al proprio futuro; ed è così che sotto il nostro albero abbiamo trovato la generosa donazione di 32 sacche porta divisa, già distribuite e donate a quanti ne hanno bisogno. Un dono insperato e ben augurante, che è giunto insieme ad un kit per la misurazione della temperatura, regalatoci in previsione dell'eventuale e tanto atteso ritorno in presenza. Sotto la barba e l'abito rosso dei nostri Babbo Natale, ci sono il volto sereno di una mamma, che accompagnando il proprio figlio a scuola, si è amorevolmente accorta che non tutti i ragazzi, pur ad anno inoltrato, avevano il materiale necessario per svolgere al meglio le attività di laboratorio, e c'è la solidità di una importante banca del territorio, la Banca di Credito Cooperativo della Romagna Occidentale, che tramite il suo direttore, dott. Cimatti, ha voluto fornire un aiuto concreto con la propria solidarietà. Questi doni giungono ben graditi e sono per noi un segno ben augurante, perché si possa presto tornare a far lezione tra i banchi, guardandosi negli occhi, scambiandosi parole di incoraggiamento e di speranza per il futuro prossimo venturo.

 

Prof.ssa Giovanna Ziliani

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